“La pace non può essere mantenuta con la forza, può essere solo raggiunta con la comprensione”

Albert Einstein (1879 – 1955)

Chi sono

Mi chiamo Sarah Gamper e, dopo una formazione accademica in ambito sociale a Friborgo, ho lavorato per diversi anni come docente delle scuole medie. Nel corso degli anni di insegnamento ho avuto modo di confrontarmi (non solo per questioni legate all’ambito scolastico) con giovani, adolescenti e genitori; a un dato momento ho sentito il bisogno di avere a mia disposizione nuovi strumenti che mi permettessero di affrontare situazioni, sia con gli studenti sia con le loro famiglie, che diventavano sempre più complesse. Così ho deciso di intraprendere la formazione triennale per diventare mediatrice familiare. Dopo aver collaborato con la Croce Rossa su due progetti di prevenzione e gestione costruttiva dei conflitti e prevenzione e gestione di situazioni di bullismo, ho capito che era giunto il momento di dare una svolta alla mia vita professionale. Così, dopo la nascita della mia seconda figlia, ho deciso di dedicarmi interamente a questa nuova professione di consulente e mediatrice.

Cosa offro

Ascolto dei minori

In caso di divorzio l’art. 298 cpv. 1 CPC prevede che “i figli sono personalmente e appropriatamente sentiti dal giudice o da un terzo incaricato, a meno che la loro età o altri motivi gravi vi si oppongano”

Consulenza familiare e individuale

Nell’ambito delle relazioni interpersonali in caso di difficoltà tra genitori, figli, coppie, amici, colleghi, vicini di casa o per trasformare una situazione emotivamente difficile

Mediazione familiare

In situazioni di separazione o di divorzio, conflitti interpersonali, difficoltà sul posto di lavoro

Ascolti, consulenze e mediazioni possono essere svolte in italiano, francese e inglese

Ascolto dei minori

In uno spazio protetto il minore ha la possibilità di esprimere il suo vissuto emotivo sul cambiamento del nuovo assetto familiare dovuto al divorzio dei genitori. I figli si trovano infatti confrontati con una situazione che non hanno scelto, ma che li concerne in prima persona.
L’ascolto serve inoltre a capire i desideri e i reali bisogni dei figli, permettendo loro di formulare le proprie richieste e aiutare poi i genitori a comprenderle.

A chi si rivolge l'ascolto dei minori?

L’ascolto dei minori si rivolge ai figli minorenni di genitori che divorziano.

Perché?

Da un l’alto si tratta di un diritto del minore di potersi esprimere e di dare la sua opinione sulla situazione. Dall’altra di un obbligo del Tribunale.

Durata

Di regola la Pretura conferisce 30 giorni.

Consulenza familiare e individuale

Propongo un luogo di ascolto in grado di accogliere il disagio e di aiutare a risolvere i problemi. Attraverso i colloqui miro ad attivare le risorse di cui si è già in possesso, ma dimenticate o difficili da trovare. Secondo l’approccio sistemico relazionale, che condivido e integro nelle mie consulenze, la sofferenza e il disagio possono essere colte attraverso l’osservazione delle relazioni umane. Relazioni specifiche e necessarie per lo sviluppo di ogni individuo che si costruiscono all’interno della famiglia.

Mettendo in evidenza i nuclei problematici, si riconosce la radice del problema, si individua la relazione e si attivano le risorse per la sua risoluzione.

A chi si rivolge una consulenza familiare?

La consulenza familiare è rivolta a bambini, adolescenti, adulti e alle coppie.
Offro sostegno in caso di problemi nelle relazioni di coppia, nelle relazioni con i figli o altri parenti, sul posto di lavoro e in caso di separazione o divorzio.

Perché una consulenza familiare?

Può capitare a tutti di attraversare dei momenti di difficoltà o di stress. In questi periodi è facile perdere la fiducia in se stessi e avere il sentimento di non riuscire ad affrontare determinate situazioni.
Un percorso di consulenza (anche breve) può prevenire l’aggravarsi delle difficoltà. Insieme possiamo (ri)trovare le risorse già presenti per poter poi modificare la situazione che procura dolore o sofferenza.

È possibile lavorare sui seguenti aspetti:

  • superare momenti critici
  • gestire eventi stressanti o problematici
  • offrire nuove modalità per fronteggiare le difficoltà
  • affrontare cambiamenti importanti
  • gestire la crisi nella coppia
  • superare la conflittualità e le difficoltà con i figli* (conflitti adolescenziali, difficoltà di adattamento)
  • superare la conflittualità e le difficoltà con i genitori
  • rapporto genitori-figli (ruolo del genitore, adozione, inserimento sociale)

*un’attenzione particolare è rivolta alle problematiche relative alla costituzione delle famiglie allargate, ricomposte e monoparentali.

Durata

Una consulenza dura 60-90 minuti. Il numero e la frequenza degli incontri viene concordata durante il primo colloquio, in base alle esigenze, alla possibilità e alla disponibilità di ognuno.

Mediazione familiare

Per mediazione familiare si intende un processo volontario in cui un terzo, imparziale e qualificato (il mediatore), aiuta le parti in conflitto a trovare, nel rispetto di ognuno, un accordo durevole e mutualmente accettabile che aiuti a risolvere un conflitto legato a questioni familiari di ogni tipo: di coppia, tra fratelli e/o sorelle, tra genitori e figli, tra famiglie ricomposte, a livello generazionale o nella separazione e nel divorzio.

In questo caso la procedura è finalizzata a riorganizzare, come le parti  lo desiderano, le relazioni familiari che conseguono dalla separazione; questo favorendo il dialogo tra i coniugi per permettere loro di affrontare con responsabilità la separazione e per garantire ai figli relazioni stabili e serene con entrambi i genitori.

Il mediatore opera sempre nella garanzia del segreto professionale.

A chi si rivolge la mediazione familiare?

La mediazione familiare si rivolge a tutte le coppie senza nessuna distinzione: sposate, separate, divorziate, di fatto, con e senza figli; e a tutte le persone che fanno parte della famiglia, amici, vicini e colleghi di lavoro compresi.

Perché una mediazione familiare?

Per sostenere i genitori che desiderano mantenere la loro genitorialità dopo il divorzio. Inoltre può essere ugualmente applicata per aiutare a risolvere i conflitti tra:

  • le coppie che si interrogano sulla loro relazione
  • i genitori di adolescenti i cui legami si stanno rompendo
  • i nonni che desiderano mantenere la relazione con i propri nipoti
  • i genitori di figli dati in affido e le rispettive familie affidatarie che si trovano in disaccordo sulle questioni legate ai minori
  • i fratelli e sorelle confrontati a dei conflitti, in particolare concernenti la successione
  • i fratelli e sorelle maggiorenni che desiderano trovare un accordo sulla gestione della vita dei loro genitori ormai anziani
  • problemi di vicinato
  • problemi e difficoltà sul posto di lavoro
Durata

Ogni seduta può variare di lunghezza a dipendenza della situazione e dei temi da trattare, ma di regola si aggira tra i 60-90 minuti. Un percorso di mediazione dura, in media, 4-5 sedute; questo dato è a titolo indicativo, in quanto ogni situazione ha i suoi ritmi e necessita dei suoi tempi.

Tariffe

Mediazione familiare: 120.-/h
Consulenza familiare/individuale: 90.-/h

Casi particolari potranno essere discussi personalmente.

Domande frequenti

Chi prende l’iniziativa di contattare il mediatore?

La coppia, quando un conflitto sta provocando (o rischia di provocare o ha già provocato) una rottura familiare. Anche il giudice, durante l’istanza, può proporre alla coppia di intraprendere una mediazione.

Qual è il ruolo del mediatore?

L’obiettivo del mediatore è quello di favorire la comunicazione affinché le parti possano raggiungere degli accordi condivisi e durevoli. Il suo ruolo non consiste dunque nel proporre la soluzione, bensì nel fare in modo che le parti giungano da sole alla soluzione sulla base di una rinnovata comunicazione. Possiamo quindi dire che il mediatore guida il procedimento di mediazione mentre cede alle parti il controllo dei contenuti, ascoltando sempre le versioni di entrambi.

E se solo uno dei due desidera fare una mediazione?

Potrà essere compito del mediatore contattare l’altra parte e cercare di motivarla alla partecipazione.

Quando si può sollecitare una mediazione?

Prima della separazione: per fare il punto con il coniuge e preparare le eventuali conseguenze della separazione/divorzio.

Durante la separazione: la coppia si separa, comunicare è diventato estremamente difficile talmente le emozioni sono a fior di pelle. Ci si preoccupa per i figli e ci si accorge che non solo faticano a trovare il loro posto, ma che sono anch’essi investiti nel conflitto.

Dopo la separazione: comunicare risulta ancora difficile; i figli riescono a mettere in discussione l’autorità congiunta. Si ha nuovamente bisogno di negoziare la situazione con il padre o con la madre dei figli perché sono cresciuti o perché la vita delle parti è cambiata.

Sarah Gamper
Mediatrice e consulente familiare
Via Campagna 13
6982 Agno
Mob. +41 76 679 60 40
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